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    February 07

    Essere

     
     
    Scie
    fascinazioni profonde
    bolle d'aria, esplosioni che irradiano luce
    puntini, granelli, poi distese e dopo ancora dune di sabbia colorata;
    muto nel profondo come fanno le orchidee con le api
    senza soluzione di continuità,
    una goccia di mercurio che danza sul ghiaccio
    apparentemente indomabile.
    Grovigli di rovi rossastri
    spine innocue al tatto
    docili alla vista;
    fiamme di viola in pieno petto,
    litri di crisma bagnano le mie vene
    pulsanti filamenti di vita,
    scrigni di Re.
    E' l'evasione dell'anima
    la suadente vastità dell'universo,
    le mie povere e fresche ossa attendono la fuga
    pelle di incenso che evapora a contatto col sole
    scomposizioni laviche,
    pennellate violente di desideri primordiali
    lacrime ataviche
    gioia dei sensi
    amo.
     
     
     
     
     
    anantomy
    January 16

    Polvere D'Argento

     
     
     
    It is the very error of the moon
    She comes more near the earth than she was wont
    And makes men mad 
     
                                         
                                        (William Shakespeare)
     
     
     
     
     
     
     
    DSCN2423
    January 15

    Erebo

     
     
    Brucio
    ogni giorno è sempre peggio non posso più nascondere questo mio progressivo svanire;
    sia ben chiaro la situazione non mi spaventa
    anzi sinceramente mi solletica l'idea di farmi spazzare via dolcemente dal caro Favonio
    mi da una certa sicurezza, senza dubbio il migliore sulla piazza
    lui non è certo il tipo che si fa kilometri e kilometri di cime innevate per nulla,
    e io d'altra parte detesto mancare gli appuntamenti.
    E così tutto è scritto l'autocombustione metterà fine ai miei respiri
    con delicatezza ma fredda decisione
    la cenere si sta gia impadronendo dei miei occhi cosi piccoli e mediocri
    forse il loro punto di forza era quella loro forma un poco a mandorla,
    eggià dev'essere quel pizzico di orientale che colpiva le persone...
    ad ogni modo non posso piu accertarmene
    ho avuto giusto il tempo, di catturare l'ultimo fascio di luce
    filtrato dalla finestra spalancata appositamente per accogliere il mio traghettatore e poi buio
    con un lampo nel petto.
    Le fiamme circolano nelle vene, anche la mia vecchia sedia Thonet
    posizionata sotto il davanzale in marmo bianco accusa l'arsura
    a lei mancherò di certo
    quante notti d'estate passate insieme, era una gran bella solitudine
    certamente propedeutica incantevolmente eccitante
    lei fida amica, poi una finestra
    la vista sull'infinito blu della notte e qualche stella per illuminare le pagine dell'Ulisse di Joyce
    compagno di quelle serate.
    Maledizione ho sempre avuto la brutta abitudine di far divagare la mente tra aneddoti sogni e ricordi
    non sono mai riuscito a metterle le briglie, ma questa volta le lancette non mi sono favorevoli
    cenere su cenere il nero mi conquista mi possiede sempre di più
    la pelle abbronzata si squaglia, le squame si frammentano
    pulviscoli di me che si ammucchiano.
    Un leggero tremolio ora mi smuove sento che è vicino
    -"Termina i tuoi giorni da Re del Mondo"- mi dicevo
    -"piangi lacrime di loto fai che siano il tuo testamento"-
    gli ultimi istanti
    ed ora
    è arrivato
    complimenti per la puntualità Föhn sono pronto ma
    prima di andare
    vi lascio le mie ossa nere ma intatte cercate pure tra la polvere,
    vi lascio senza rimpianti non tanto perche non ne abbia
    ma perchè mi sono imposto di non portarmi dietro
    una valigia troppo pesante
    e poi vi lascio la magia delle nuvole, amavo portarle a spasso al mattino,
    riportavano sempre indietro i miei sorrisi d'incanto
    ed infine
    vorrei accarezzare i vostri cuori
    per una volta almeno
    ma non posso
    perdonatemi
    ho le mani sporche di fuoco.
     
     
     
     
     
    sedia3
    January 11

    Frank Robert Capa

     

    Frank Robert Capa è pseudonimo di Endre Ernő Friedmann.

    I suoi reportage rendono testimonianza di cinque diversi conflitti bellici: la guerra civile spagnola, la seconda guerra cino-giapponese, la seconda guerra mondiale, la guerra arabo-israeliana del 1948 e la prima guerra d'Indocina.

    Capa documentò inoltre il corso della seconda guerra mondiale a Londra, nel Nordafrica e in Italia, lo sbarco in Normandia dell'esercito alleato e la liberazione di Parigi.

    Nato in Ungheria nel 1913, Capa abbandona in giovane età la terra natale a causa del proprio coinvolgimento nelle proteste contro il governo di estrema destra. L'ambizione originaria di Capa è di diventare uno scrittore, ma l'impiego presso uno studio fotografico a Berlino lo avvicina al mondo della fotografia.

    Nel 1933 lascia la Germania alla volta della Francia a causa dell'avvento del nazismo (Capa era di origini ebraiche), ma in Francia incontra difficoltà nel trovare lavoro come fotografo freelance.

    È in questo periodo che adotta lo pseudonimo di Robert Capa - per il suono più familiare all'estero e per l'assonanza con il nome del popolare regista statunitense Frank Capra - e fonda l'agenzia fotografica Alliance Photo (1935); dal 1936 al 1939 si trova in Spagna, dove documenta gli orrori della guerra civile.

    Nel 1936 diviene famoso in tutto il mondo per una foto scattata a Cordoba, dove ritrae un soldato dell'esercito repubblicano colpito a morte da un proiettile sparato dai franchisti.

    Allo scoppio del secondo conflitto mondiale si trova a New York, dove si era recato in cerca di lavoro e in fuga dalle persecuzioni anti-ebraiche; la guerra lo trova assegnato in diversi teatri dello scenario bellico. Inizialmente fotografa per il Collier's Weekly, per poi passare a Life.

    Il 6 giugno 1944 partecipa al sanguinoso sbarco del contingente americano ad Omaha Beach, in Normandia. La maggior parte delle foto scattate durante lo sbarco andò perduta per un errore del tecnico addetto allo sviluppo; scamparono alla distruzione solo undici fotogrammi danneggiati, che trasmettono comunque tutta la terribile drammaticità dei momenti del D-Day.

    Nel 1947 a New York fonda - assieme a Henri Cartier-Bresson, David "Chim" Seymour e George Rodger - l'agenzia cooperativa Magnum, diventata una delle più prestigiose agenzie fotografiche.

    Muore nel 1954 in Vietnam, ucciso da una mina.

    Dopo aver avuto la fortuna di vedere dal vivo (al Nobel Museet di Stoccolma) le sue straordinarie opere vi propongo la collezione online pressochè completa:

     
     
     
    (Testo tratto Da Wikipedia)
     
     
     
    NYC48705
    November 27

    Il Regno Di Crono

     
     
    E' la fine
    E' l'ofuscarsi silente di ogni orizzonte di sole
    a volte ti ridesti come se captassi un'immanente onda di vita
    ma poco dopo ripiombi in te stesso
    buio e vitreo.
    Serpeggi tra le mie incertezze
    strisci ma non ti lasci afferrare luce fioca
    visibile ma non abbastanza per attraversare le tenebre
    i miei sogni cadono atrofici e cinerei
    come soldati in trincee di latta
    plumbee,
    lacrime,
    amare crepe di sogni passati
    mani di sangue avvelenato purpuree carcasse di niente
    brandelli di anima informe.
    Non serve librarsi in volo non si può lasciare questa terra
    le ali degli angeli incauti giaciono sul greto del torrente
    strappati dagli uragani che d'estate squarciano il cielo
    i cherubini cadono inesorabilmente sui ciotoli levigati dal tempo
    formati dagli scheletri in frantumi;
    ed ora anche tu, disteso e inerme
    la faccia semisommersa
    gli occhi finalmente diretti verso il blu più denso
    le stelle sembrano sussurrare il sopraggiungere della tua ultima ora
    ma
    non crederti morto finiresti col restare deluso.
     
     
     
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    October 05

    Estratti (Blind Melon)

     
     
    ...But I know we can't all stay here forever
    So I want to write my words on the face of today
    ...And then they'll paint it
     
    And oh as I fade away they'll all look at me and say,
    hey look at him and where he is these days

    When life is hard you have to change.
     
     
     
    October 04

    Vic Chesnutt - North Star Deserter

     
     
    Quando per la prima volta, dopo aver letto la bella recensione di Testani (dal mucchio di settembre), sentii parlare di Vic Chesnutt rimasi incuriosito e lo ammetto affascinato dalla bellissima copertina del disco.
    Ora a un mese e a molti ascolti di distanza da quella prima volta mi ritrovo con una delle opere musicali più incredibili che abbia mai ascoltato; poesie decadenti, minimalismi scheletrici, esplosioni orchestrali e una voce profondissimamente tetra questi i fuochi del disco composto di 12 vere perle che scorrono in un susseguirsi di alti e bassi, tenue tristezza e rabbia impetuosa consapevolmente inutile, eppure graffiante.
    Forte a questo proposito l'influenza data dai numerosi e prestigiosi ospiti presenti nel disco: da Guy Picciotto (Fugazi) a Efrim e Bruce Crawdon (GY!BE) ai Silver Mt. Zion; è proprio il loro intervento che rende possibile questo singolare connubio tra folk cantautoriale e post-rock che acuisce la drammaticità dei toni.
    Warm apre le danze con un duetto voce-chitarra delicatamente e malinconicamente pizzicata null'altro serve a Vic per disegnare con dolcezza una malinconica storia di solitudine.
    In Glossolalia i primi minuti sembrano registare lo stesso copione ma i toni piano piano si alzano con suoni orchestrali e cori soavi ma sempre molto pacati che preparano il terreno per la terza canzone Everything i say magnifica esplosione di desolazione e distorsioni che mi riportano alla mente il Nick Cave più rude e imbestialito.
    Si potrebbe dire che il disco è sviluppato per gruppi che si alternano in modo abbastanza schematico ma sapiente; infatti il secondo trittico (Wallace Stevens, You are never alone e Fodder on her wings) ripercorre almeno per le prime due tracce le onde musicali delle precedenti un folk minimale ma assolutamente profondo seguito da un suono piu ricco grazie ad archi tastiere e chitarre che producono un risultato quasi dolce e accogliente stile ninna-nanna; Fodder on her wings però non ha però la veemenza di everything i say anzi, propone ancora una volta suoni ridotti ai minimi termini in modo che le parole siano le vere protagoniste della scena.
    In effetti questa suddivisione in gruppi credo calzi a pennello nell'ottica di un lavoro che per intensità e arte potrebbe essere accostato ad un opera teatrale suddivisa quindi in atti, a mio giudizio inoltre questo alternarsi musicale assicura un andamento cadenzato quasi ciondolante che contribuisce a trasmettere il dolore e la fatica dell'essere tipica ailui di Chesnutt.
    Proseguendo nella tracklist spiccano Splendid (mai titolo fu più azzeccato con voce e chitarra lancinante e distorta), e Debriefing (violentemente rude con un Guy Picciotto in gran spolvero alla chitarra che detta i tempi di detonazione).
    Rattle breve epilogo dell'album chiude con un canto solenne vicino almeno in apertura ai suoni che rieccheggiano nei templi nepalesi e si evolve nella voce profonda e scura di Vic Chesnutt perla rara del panorama musicale mondiale.
     
    Tracklist
     
    1- Warm
    2- Glossolalia
    3- Everything I Say
    4- Wallace Stevens
    5- You Are Never Alone
    6- Fodden On Her Wings
    7- Splendid
    8- Rustic City Fathers
    9- Over
    10- Debriefing
    11- Marathon
    12- Rattle
     
     
     
     
     
    September 26

    Blurry

     
     
     Blurry like a railroad journey
    You get down, so
    You need the music that enrings
    You got someone in your hand
    Another in your mistiness
    And several in your open arms
    Sometime, sometime
    Maybe you’ll pin nothing else on me
    I get down sometimes
    And I am perforated plenty
    It’s you on the train
    You don’t know where you’re heading to
    Or even where you started out from
    No-one ever talks to me like you do
    I don’t like what you say, but at least it’s true
    No, yeah…
     
    Lisa Hannigan
     
     
     
    September 19

    Chiaroscuro

     
     
    Candele bruciano la propria anima
    si contorcono si attorcigliano cadono in brandelli
    sudore di cera spirito di fuoco
    breve ed intensa esistenza.
     
    Ombre rifuggono riverberi di fiammelle danzanti
    si dibattono si accorciano e si allungano
    vorrebbero fuggire al di là del crepuscolo
    dannate compagne di vita.
     
    Pareti onniscenti e accoglienti loro malgrado
    sole che batte
    vento che spira
    buio che avvolge
    macchie d'amore, crepe di promesse mai mantenute.
     
    Terra e cielo mai così vicini eppure già maledettamente complici
    amanti di silenzi roboanti
    corpi tempestati di roccie e stelle, madidi di pioggia color cristallo
    speranze e sospiri, fragilità e gioia.
     
    Lucido desiderio
    orizzonti di libertà non troppo lontani, ma meschinamente intoccabili.
     
     
     
    September 17

    Petali di Khartum

     
     
    Roccie di speranza levigate da mari in tempesta,
    rami di pioggia  e gocce di spine,
    intricati e contorti raggi di grigio danzano silenti passi di morte.
    Teste spaccate arse dal sole, elmi superbi si adagiano su stuoli di nervi ormai consunti;
    Terre tremanti come carni di passione cullano l'esercito dei crisantemi, che ordinato e fiero indica la strada del mattino
    un lunghissimo viale di colore e  poi la porta dei cieli
    e ora prendi la tua valigia, bagnala di lacrime purpuree e volgi lo sguardo verso la stella del regno dei giganti.
    E' l'addio della vita che lascia alle sue spalle una polvere sottile chiamata ricordo dopo aver ringraziato tutti con un timido cenno del capo.
    Nevica nel cuore ma il bianco ti porterà conforto.
     
     
     
    August 18

    kalispera karpathos

     
     
    Blu profondo, blu cielo, blu grezzo e selvaggio.
    Bianco sincero bianco povero , mai povero però di carattere e di orgoglio.
    Vento che tempra anche le scorze più dure perchè non lo sono mai abbastanza;
    Melthemi unico padrone di roccie brune come occhi scuri di uomo solitario e placido che protegge con vigore la propria eremitica esistenza.
    Rughe e sabbia sul viso e sulla terra di gente antica e d'orata, come le stelle che da millenni graffiano un firmamento mai stanco di stare appollaiato sulla cima dell'Olimpo ad osservare attento, e un pò ammirato i figli di Zeus ancora oggi fieri custodi di un regno da sogno irto di spine ma ricco di soffici rose bianche e blu, che cingono indelebilmente i pensieri di chi visita questa terra magnifica anche una sola volta nella vita.
     
     
     
     
     
     
    June 30

    La vittoria Dei Sacerdoti Del Sole, I Maya Resistono

    ...non vi lasciate avvelenare,
    attenti a non lasciarvi manipolare da tutte queste menzogne...
     
    Colpo di stato a Caracas.
    Il 14 Aprile 2002 una nuova splendente pagina di democrazia è stata scritta, il popolo venezuelano ne è il fiero autore.
    Ma ricostruiamo i fatti: in Venezuela esistono 8 televisioni nazionali 7 delle quali private la sola "CANAL 8" statale e quindi pro Chavez
    le rimanenti legate all'imprenditoria e agli alti ranghi dell'esercito muovono una forte campagna (appoggiata e guidata dagli Stati Uniti) diffamatoria e disinformativa che mira alla demonizzazione ed alla destituzione di un presidente democraticamente eletto.
    La politica di Chavez ha risvegliato i popoli del sudamerica, egli infatti si è posto da subito in forte opposizione all'imperialismo Americano arrivando come noto a statalizzare il sistema petrolifero Venezuelano (il quarto del Mondo), che fino ad allora era in mano ad una stretta oligarchia nominalmente ministeriale ma di fatto sotto il controllo statunitense.
    E' proprio questo atto che fa scoccare la scintilla, il ribellarsi ad un giogo opprimente ed ingiusto fa perdere la pazienza ai vertici della CIA che da Washington danno il via al Golpe dell'11 Aprile (appoggiato anche dalla Spagna di Aznar dall' Inghilterra di Blair e da Ariel Sharon presidente di Israele).
    Le televisioni aizzano la parte del paese contraria al governo a scendere in piazza in gran numero per manifestare il loro dissenso;il generale Nestor Gonzales si fà portavoce della protesta minacciando direttamente Chavez.
    Viene così organizzata una manifestazione da Pedro Carmona (impresario e presidente all'epoca di Fedecameras, il corrispettivo di confindustria) in diretta televisiva dalle sede della compagnia petrolifera (PDVSA), e proprio quest'ultima sarà la meta della manifestazione.
    Giunti a destinazione però i manifestanti vengono esortati a deviare il loro cammino verso palazzo Miraflores sede del presidente Chavez e sede di una contro-manifestazione organizzata dal popolo bolivariano, appare a questo punto chiaro come Carmona cerchi lo scontro tra le parti la confusione e la violenza per screditare definitivamente il governo venezuelano costituito.
    In breve tempo i due schieramenti vengono a contatto nonostante l'esercito cerchi di porsi tra di loro come una diga, la confusione giunge puntuale; tutto procede secondo le previsioni a questo punto degli spari squarciano gli scontri, è difficile intuirne la provenienza poichè si tratta di cecchini che tengono la folla sotto tiro mirando alle teste dei manifestanti (il bolletino registrerà 30 morti ca), un gruppo di Chavisti (1 venezuelano su 4 possiede un'arma da fuoco) tenta di rispondere al fuoco senza grandi risultati e facendo il gioco dei golpisti; Proprio queste immagini infatti vengono usate per mettere sotto accusa i contro manifestanti di Miraflores rei di aver fatto fuoco contro l'opposizione guidata da Carmona, che si affretta a chiedere le dimissioni del presidente e a prendere contatto con l'esercito che nella notte accerchia il palazzo occupandolo.
    La situazione precipita, il presidente deve dimettersi oppure il Miraflores sarà bombardato e a pochi minuti dallo scadere dell'ultimatum Chavez decide di lasciare il palazzo senza accogliere però le richieste dei militari.
    Il 12 Aprile Canal 8 viene oscurata, così come viene presa di mira l'ambasciata cubana a Caracas.
    Il 13 Carmona autoproclamatosi capo della repubblica scioglie il governo e epura gli uomini nominati dal destituito presidente; La politica di Carmona appare subito chiara, ritorna alla vecchia carta costituzionale abolendo quella democraticamente approvata nel 1999, esce dell'OPEP e cambia il nome della Repubblica Venezuelano cancellando l'aggettivo "Bolivariana".
    La reazione popolare però non si fa attendere,una fiumana respinta dalle cariche del regime di Carmona non demorde e giunge sotto il Miraflores, a quel punto la guardia presidenziale rimasta fedele al governo destituito prepara l'attacco e in breve il palazzo è riconquistato.
    Chavez tenuto prigioniero viene liberato dopo aver rischiato l'estradizione Americana, è il 14 aprile e la vittoria della democrazia si compie.
    Poco tempo fa (27 maggio 2007) la notizia che il presidente Chavez ha chiuso una televisione privata..proprio una di quelle 7 che avevano appoggiato il Golpe, peccato che gli organi di informazione internazionali questo non lo dicano..
    A questo punto vi invito a rileggere la prima frase, pronunciata dalla stesso Chavez quel 14 aprile, e riflettete su quello che gli organi ufficiali vogliono far credere anche qui in Italia.
     
    Carmona è fuggito dagli arresti domiciliari rifugiandosi in Colombia e trovando poi protezione a Miami (USA).
    La maggior parte dei generali traditori è emigrata negli Stati Uniti dopo essere stati radiati dall'esercito.
     
    Ispirato dal documentario: "La rivoluzione non sarà teletrasmessa" che consiglio.
     
     
     
    April 14

    Pronto a "Partire"

     
     
    E pensare che, forse condizionato dall'arrivo dell'autunno, lo scorso ottobre storcevo il naso nel pensare alla stagione live 2007 che sarebbe venuta con la bella stagione; certo il triplo appuntamento Pearl Jam è qualcosa che mi rimarrà sempre nel cuore, un sogno realizzato ma questa estate si preannuncia a dir poco esplosiva.
    La legge di Murphy (applicabile a qualsiasi accadimento della vita) ha pronunciato ancora una volta il suo verdetto:
     
    Sophia, Akron/Family, Cat Power, Sparklehorse, Dirty Three, Arcade Fire, Violent Femmes, Damien Rice, Polly Paulusma, PAT METHENY (sbav)...giusto per fare alcuni nomi e un Primavera Sound Festival di Barcelona semplicemente stellare.
     
    La maratona musicale scatta lunedì 16 ed io sono pronto ai blocchi di partenza!
     
     
     
     
     
     
    March 12

    Fermo

     
     
    Questa deve essere una di quelle giornate che possono essere bollate come "giornata no", "giornataccia", "giornata storta" o come più vi piace.
    Sarà perchè la mia luna non è granchè dritta o lo studio, che mi richiama alle armi senza prima interpellare la mia forza di volontà o ancora (e credo che questa sia la possibilità più papabile) il fatto che me ne dovrò stare a casa anche la prossima settimana (con una probabilità del 99.9%) e il mio spirito itinerante proprio non manda giù questa eventualità.
    Voli low cost esclusivamente per tasche traboccanti di denari, treni che costano più di un viaggio Milano - Tokyo in limusine... bah devo decidermi ad investire su una vespa anni '70; la miscela un carico di sogni e via ogni volta che mi aggrada (sospiro sognante).
    Dannazione ora come ora mi ci vorrebbe una bella passeggiata sulla spiaggia, sarebbe proprio l'ideale... non ho mai capito come possa il mare avere un tale effetto taumaturgico sul mio spirito; il suono delle onde la salsedine il sole che luccica sullo specchio dell'acqua, un vero toccasano(secondo sospiro sognante).
    Meglio aprire gli occhi e tornare alla realtà... volente o nolente Rho sarà ancora per almeno 2 mesi teatro delle mie giornate e nell'attesa di entrare nella consolatrice stagione dei live mi ascolto Oceans seguita da Hawaii '78 e non se ne parla più.
     
     
    UA MAU KE EA O KA AINA I KA PONO O HAWAII...e via verso l'infinito (che cover!).
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    March 09

    Estratti (Pearl Jam)

     
     
     
     
    well you know the pendulum throws
    farther out to the one side, swinging
    has to sweep back the other way...
     
     
     
    March 08

    Grinderman - Grinderman

     
     
    Sporco e grezzo umile ed incalzante in una sola parola Grinderman... Sarà anche la mia sfrenata passione per Mr Cave che ultimamente si fa sentire fortemente ma questo disco mi ha colpito fin dal primo ascolto; 11 pezzi quantomai vari per stile e contenuti, la maturità di nick cave ci riserva per certi versi un ritorno alle origini.
    Lo scenario è quello che Cave per volontà o per forza di cose non ha mai abbandonato durante tutto il suo percorso artistico, un luogo in cui regna la schizofrenia che inquieta e nel contempo affascina irrimediabilmente chi lo ascolta grazie alla capacità del tutto unica del Nostro di rendere poesia ciò che in origine è dolore.
    Questo moderno Mida affiancato da Warren Ellis (folle il suo violino) , Jim Sclavunos e Martin Casey ci accompagna tra visioni e tormenti esplosioni improvvise e ballate mai banali o superflue.
    Si comincia con "Get It On" violenta intro dettata dal suono incessante e psicotico di chitarra che stende un tappeto di rovi per la voce graffiante e decisa di Cave.
    "No Pussy Blues", singolo di lancio del disco, è come un campo minato in cui ci si districa a fatica fino a quando si viene irrimediabilmente travolti dall'onda d'urto provocata dalla chitarra urlante di Cave che si accende nel finale.
    Il terzo pezzo "Electric Alice" trasuda acido con atmosfere distorte che sospingono a "Grinderman"; qui L'affilatore di coltelli si avvicina in punta di piedi con aria per niente rassicurante, i passi sono lenti regolari e ben scanditi l'ascoltatore chiuso all'angolo è la vittima designata i ritmi si alzano l'assalitore è pronto a sferrare il colpo mortale quando incredibilmente tutto tace e il pezzo finisce d'improvviso.
    Si è giunti a metà del cammino "Depth Charge Ethel" riporta alle atmosfere già viste in Electric Alice ma in questo caso il basso è molto più vibrante e possente ottenendo quindi un ritmo più lineare e pulsante; La sesta tappa "Go Tell The Woman" dà la possibilità di tirare un pò il fiato in vista del rush finale.
    Ci si potrebbe aspettare di aver visto ormai il meglio ma la vena blues di "I Don't Need You (To Set Me Free)" è una vera e propria ventata di libertà capace di abbattere anche le mura più spesse...un fascio di luce che illumina il cammino, un cammino che giunge ad "Honey Bee (Lets Fly To Mars)" una foresta di api fameliche che attaccano imprevedibilmente chiunque si addentri nel loro territorio, batteria martellante tastiere roboanti chitarre gracchianti e una voce assolutamente incredibile capace come non mai di rapire e spiazzare chi la ascolta.
    "Man In The Moon" è una ballata dolce ma sofferta semplice e solitaria il piano accompagna come un sottile strato di nebbia un cave assorto nei suoi pensieri mani in tasca e testa china verso un bianco avvvolgente e misterioso.
    Un certo senso di tepore si avverte anche nel brano numero dieci "When My Loves Come Down" anche se il pathos, elemento mai assente nell'album, raggiunge cuore e spirito grazie al violino di Ellis feroce folle e capace di impreziosire il suono di chitarre e basso; incessante e minacciosa la batteria.
    L'ultima fatica di Nick e soci è "Love Bomb" la vera punta di diamante dell'album a mio parere; suoni hendrixiani e ritmo da vendere voce pressante  e grintosa che lacera con i denti e con gli artigli l'ormai inerme ascoltatore. minuto 4.26 il viaggio termina ma si ha già voglia di ripartire!
    Tirando le somme 40.03 minuti di emozioni e di fantasmi, di colpi improvvisi di scena, di sudore e lamenti polvere e luce rock energico con punte quasi noise e violini assolutamente folli...un disco da non perdere da gustare senza freni e senza pensieri d'altra parte Nick Cave è un traghettatore che non perde mai la rotta nonostante l'eccitante imprevedibilità dei suoi viaggi.
     
    Tracklist
     
    Get It On
    No Pussy Blues
    Electric Alice
    Grinderman
    Dept Charge Ethel
    Go Tell The Woman
    I Dont Need You (To Set Me Free)
    Honey Bee (Lets Fly To Mars)
    Man In The Moon
    When My Loves Come Down
    Love Bomb
     
    riporto la pagina (myspace) della band:
     
     
     
     
     
    March 01

    Formentera

     
     
    Hai mai provato a correre fino in cima all'arcobaleno?
    Hai mai camminato sul pelo dell'acqua?
    Hai mai guardato il sole negli occhi godendo del suo sorriso?
    Hai mai fatto un tuffo nel rosso splendore del tramonto?
    Ti sei mai lasciato abbracciare dal vento amico che viaggia a braccetto con una sabbia magicamente rosata?
    Ti sei mai imposto di smettere, di andare via, senza però mai riuscirci?
    Lascia che sia il cielo terso a muovere il tuo cuore perchè il respiro ti verrà sicuramente a mancare.
    Lascia che tutto questo ti entri nel profondo dell'anima senza resistenza alcuna.
    Cedi dolcemente la mano allo splendido fiore che ti accompagna e godi finchè puoi di questo incredibile tesoro.
    Io l'ho fatto, ho fatto tutto questo e mi scaldo ancora nel calore dei ricordi.
    Te Quiero Formentera...
     
     
     
    February 27

    E tutto Scompare

     
     
    Cammino sulla neve ancora vergine del primo mattino il mio passo cadenzato rompe l'armonia del campo colorato di bianco dalla lunga notte del generale freddo.
    Le orme si stagliano nitidamente dietro di me incurante e determinato poi d'improvviso mi blocco proprio al centro di quell'infinito mare di fiocchi bianchi; sguardo perso nei pensieri che attraversano la mia mente mentre la neve ha ripreso a cadere...e allora mi volto.
    Ciò che coglie la mia attenzione sono proprio quelle orme da me create un istante fa, la neve le ha ricoperte, le ha eliminate nel silenzio del mattino senza che io ci prestassi attenzione è strano come ciò che fino a pochi istanti fa aveva stravolto la normalità di quel campo innevato ora non sia più minimamente presente.
     
    Rimasi qualche interminabile istante a riflettere su quanto le emozioni e i sentimenti siano simili alle orme nella neve...
     
     
     
     
    February 20

    Estratti (Nick Cave)

     
     
     
                                                                      Sometimes our secrets are all we´ve got
                                                                            With our lives we must defend
                                                                      Sometimes the air between us, baby, is
                                                                                       unbearably thin
                                                                          
                                                                       Oh it´s a wonderful life that you bring
                                               It´s a wonderful, wonderful thing
     
                                                            
     
     
                                    
    February 19

    Bianche Riflessioni eteree

     
     
     
    Irrazionale voglia di guardare lo stato naturale delle cose
    decifrare il rebus della vita per giungere alle sfumature del cielo
    baciato dal sole e bagnato dalle goccie di pioggia non esiste equilibrio
    è schizofrenico il mondo... per questo è eccezionalmente geniale
    per questo si vive, per questo si muore
    occhi colmi e anima in burrasca... non credo riuscirò a navigare la mia inquietudine
    puerile incoscienza fuoco dell'anima, che brucia incessantemente senza mai consumarsi
    crepitio intenso tra cuore e mente, tra terra e cielo
    viaggio nel fumo dei miei desideri, leggero, verso un recondito luogo chiamato infinito.